giovedì 21 febbraio 2013

Motion... in progress

Prosegue il piano di acquisizioni sul Normal Gait (cammino normale) per lo sviluppo di una tesi di ricerca in "Neurofisiologia del movimento", basata sull'analisi dei parametri cinematici e spazio-temporali del ciclo del passo (Gait Cycle) stratificati per età e sesso.

Sono circa 20 i soggetti che finora si sono prestati con grande disponibilità allo studio effettuato presso il Laboratorio di Neuromeccanica dell'Università "Parthenope", ospitato dalla Clinica Hermitage di Capodimonte, tra questi validi colleghi e grandi amici laureati in Scienze Motorie come Pasquale Zolfo, ideatore e blogger di Sport: istruzioni per l'uso.

Completata la fascia d'età per gli anni 20-30, la ricerca prosegue con un range che va dai 30 in su.

Market Set - Piano Frontale Posteriore
P.S. Anche all'occhiometro meno allenato o alla tecnologia più sofisticata non sfuggirebbero tanti compensi posturali... :)

Fabio S.

giovedì 14 febbraio 2013

Un campione minore ?

Ricorre l'anniversario della scomparsa di Marco Pantani un campione che in un momento di apice è stato travolto da una brutta storia sportiva dal punto di vista personale come doping e droga. Portato in pasto alla stampa e alla folla da persone che hanno guadagnato col giocare sporco con la vita di un campione... Cosa non successa per i ciclisti che oggi forti di sponsor multinazionali e dell'omertà delle organizzazioni sportive riescono a guadagnare miliardi. Vedi Armstrong e Cipollini dai quali solo dopo anni si scopre il vero valore delle loro vittorie

mercoledì 6 febbraio 2013

BMI addio, ecco il nuovo metodo per calcolare il peso forma

L’indice di massa corporea (Body Mass Index, BMI), un parametro largamente utilizzato per stabilire se si è o meno nel proprio peso forma, potrebbe essere presto sostituito da un altro indicatore, più affidabile, della quantità di grasso corporeo. Infatti secondo Nick Trefethen, docente di analisi numerica all’Università di Oxford, il valore ottenuto utilizzando la ben nota formula per calcolare il BMI (il peso in kg diviso per il quadrato dell’altezza in metri) sarebbe approssimativo e sottostimerebbe la quantità di grasso presente nelle persone basse. In altre parole, calcolando il BMI in questo modo i bassi si crederebbero più magri di quanto non siano. Viceversa, questa formula farebbe credere alle persone più alte di essere più grasse di quanto non lo siano realmente. Trefethen ha spiegato che se tutte e tre le dimensioni di un corpo umano si sviluppassero nello stesso modo quando cresce, allora potrebbe essere adatta la formula peso diviso altezza al cubo. Ma non lo fanno! Tuttavia, nemmeno peso diviso altezza alla seconda è realistico. Una migliore approssimazione a una realtà complessa, che è il cambiamento che io vorrei fosse adottato, potrebbe essere peso diviso altezza alla 2,5. Non è, però, nemmeno questa la nuova formula proposta dall’esperto. Secondo Trefethen la stima migliore è quella che si ottiene moltiplicando il peso (in kg) per 1,3 e dividendo il prodotto ottenuto per l’altezza in metri elevata a 2,5. Nel nostro mondo in sovrappeso ha commentato il ricercatore questi cambiamenti potrebbero angosciare alcune persone basse e gratificare alcune persone alte, ma il numero che utilizzerebbero sarebbe più vicino alla realtà e buone informazioni dovrebbero di sicuro essere buone per la salute nel lungo termine. In sostanza, rispetto ai valori ottenibili che otterrebbe con la formula classica, una persona alta meno di 1 metro e 52 avrebbe un BMI di 1 punto più elevato, mentre chi è alto quasi 2 metri avrebbe un BMI più basso di 1 punto.
University of Oxford

martedì 5 febbraio 2013

Tecnologia in Movimento

Programma di rilevazioni in Motion analisys  per lo sviluppo di una Tesi sperimentale da parte dei colleghi Fabio ed Elisabetta. Sul Normal gate inerente al Ciclo del passo. Presso la clinica Capo di Monte Napoli